Convento Domenicano e Chiesa della Madonna del Rosario

 

Il cenobio domenicano sorse grazie alla donazione restamentaria di un nobile Bartolomeo Formentini. Nel 1716 furono iniziati i lavori per la costruzione della chiesa, dedicata alla Madonna del Rosario, ma la prima pietra del convento fu posta ben venti anni dopo. Il complesso conventuale si può ancora ammirare nella sua interezza.

La chiesa, dalla facciata semplice ma elegante, era un tempo decorata da affreschi (non più visibili) e impreziosita da statue (ora andate perdute). A fianco dell'abside si innalza il campanile romanico. il corpo del convento, sul lato sinistro della chiesa, è a forma di T, ingentilito da un chiostro che si sviluppa solo su due lati. Al piano terra dell'edificio si trovavano la cucina, alcuni ripostigli e la grande cantina; al primo piano tre ampie sale e le celle dei monaci. Un solo affresco è rimasto un a ricordare l'antico splendore: lo stemma domenicano rappresentante un cane con una torcia tra le fauci, che campeggia sopra le scale lapidee dell'entrata a fianco della chiesa.

 Il convento fu soppresso nel 1810 dalle autorità del Regno d'Italia napoleonico. I suoi beni (fra cui la ricca biblioteca composta da ben 1800 volumi, parte manoscritti parte a stampa e anche le statue e gli arredi che ornavano la chiesa) furono venduti e dispersi in tutta la regione.

 Per lungo tempo la chiesa fu ridotta a ripostiglio di attrezzi agricoli, a stalla, a fienile, a deposito di pezzi d'aereo durante la prima guerra mondiale. Solo nel 1933 fu restaurata e riaperta al culto. Anche il convento fu adatrato alle esigenze più disparate: divenne abitazione privata, poi ospedale per indigenti, scuola elementare, ospedale militare nel 1915,18, casa di riposo, stazione dei carabinieri. Attualmente, su iniziativa dell'amministrazione comunale e con il contributo dell'Istituto Autonomo Case Popolari, è stato restaurato e adibito ad abitazione.

 

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