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La parete della casa di Fulvia ed Elvio Comar ha un esposizione
solare che prende solo le prime ore del mattino, da qui la scelta di
utilizzare uno specchietto che riflettesse la luce del sole per segnare
sulla parete in ombra le ore solari dalle 10 del mattino fino al
tramonto.
Solitamente una meridiana è delimitata da un quadrante, in questo caso
invece si è voluto spaziare lungo l’ampia parete per distinguere le
componenti centrali dell’opera che sono: l’universo e il tempo, uniti
dall’amore.
L’universo è immaginato come un enorme cerchio, ispirato all’opera di
Kandinsky, dove all’interno ruotano sfere variopinte che rappresentano
il sole, la luna, i vari pianeti e le stelle. Questi corpi celesti
fluttuano nello spazio come bolle di sapone, sospese nei colori e
nell’immaginazione di ognuno di noi.
Si può anche intendere l’universo in una visione microcosmica e
interpretarlo come la famiglia, intesa come nucleo più ridotto dove si
succedono quotidianamente fasi, vicende e accadimenti. Il mutare del
microcosmo familiare e microcosmo stellare viene scandito dal tempo che
imperterrito scorre verso l’eternità.
L’universo e il tempo sono attraversati e uniti da due fasce di colore.
La fascia di luce gialla è delimitata da una linea rosa e da una linea
azzurra che indicano il giorno della nascita dei due figli dei
proprietari della casa:Claudia e Tommaso; nascendo entrano a far parte
dell’universo e della famiglia diventano frutti dell’amore. La fascia
verde, che tecnicamente è servita per controbilanciare i colori,
illumina la sfera conferendo un senso di speranza e continuità.
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