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Presentazione
Negli anni ottanta le Meridiane, questo antico e ormai abbandonato
strumento per la misurazione del tempo, sono state riscoperte come
elemento decorativo e come gioco grazie proprio agli strumenti più nuovi
che si erano allora imposti sul mercato: i computer. La progettazione,
fino agli anni settanta, richiedeva una buona conoscenza della
matematica e lunghi calcoli con l'ausilio di tavole trigono-metriche,
tabelle dei logaritmi, regolo o calcolatrice tascabile. Ogni qualvolta
veniva progettata una nuova meridiana era necessario rifare il
ragionamento astronomico che ne guida la costruzione e controllare più
volte le complesse procedure di calcolo. Il computer ha semplificato
tutto ciò, rendendo possibile e accessibile ciò che un tempo era
appannaggio di pochi matematici. Le meridiane che da oltre un secolo non
hanno alcuna funzione pratica, paradossalmente grazie al computer e alla
semplificazione dei problemi di progettazione matematica, stanno avendo
un nuovo sviluppo come elemento decorativo per edifìci, piazze e
giardini.
Anche in Friuli alla fine degli anni settanta ricompaiono i primi
gnomonisti o costruttori di meridiane che provengono da formazioni
culturali scientifiche o artistiche. Gli autori di questo articolo,
Carlo e Franco Bressan insegnanti di scienze e matematica, affascinati
dalla semplicità lineare delle meridiane realizzano in quegli anni un
programma informatico per ridurre la complessità del calcolo. Una tappa
fondamentale in questo processo di rilancio dei quadranti solari è stata
l'esposizione di un modello di meridiana orizzontale per la piazza di
Palmanova alla Biennale di Architettura a Venezia nel 1985 a cura di
Franco Bressan, dell'architetto Caterina Zimolo e dell'ingegner Luigi
Castelli.
Al gruppo si unisce, prima di procedere per una sua strada, Aurelio
Pantanali che, partendo da prevalenti interessi deco¬rativi e
fotografici è in larga misura l'artefice del vasto e profondo lavoro di
documentazione di questo catalogo.
Leonardo Comini, coautore della pubblicazione, ha dedicato particolare
attenzione agli aspetti storici dei diversi tipi di ora, si è mosso sia
sul piano dell'insegnamento e della divulgazione che su quello
dell'aspetto decorativo con una propria attività di tipo artigianale.
Giovanni Meroi, scenografo, autore delle illustrazioni della guida, si
muove parallelamente negli stessi anni realizzando anche meridiane e
curandone in particolar modo la parte pittorica.
Vogliamo nominare in questa breve presentazione i costruttori di
meridiane che siamo riusciti ad individuare in regione: Silvio Di Poi di
Osoppo, Renato Devetak di Gorizia, Angelo Frescuna di Cividale, Giuseppe
Petrucco di Udine, Pierino Sam di Pordenone, Franco Lo Sciuto di San
Daniele, Giuliano Floreani di Spilimbergo, Flavio Cossar di Aquileia,
Paolo Visintini di Udine, Miriam Causerò di Moimacco, Giovanni Sosterò
di Udine, Luigi Alzetta di Grizzo, Eugenio Rosin di S. Giovanni di
Casarsa. "Meridiane del Friuli Venezia Giulia" è una pubblicazione che
fa parte di quel filone di testi che ha divulgato la gnomonica in
Italia. I primi lavori avevano un carattere prevalentemente tecnico,
finalizzato alla spiegazione degli algoritmi per il calcolo.
Immediatamente in seguito sono apparsi i primi volumi, in gran parte a
carattere regionale, vedi Val D'Aosta e Trentino, che hanno privilegiato
l'aspetto artistico.
La presente pubblicazione ha le caratteristiche di una guida fotografica
che trascura volutamente i risvolti matematici e punta invece sulla
completezza della documentazione. Sono state catalogate più di 465
meridiane, ma oltre che per questa caratteristica documentaristica il
lavoro si distingue per l'analisi dei diversi sistemi di misurazione del
tempo susseguitisi nel corso della storia del Friuli-Venezia Giulia.
Nella provincia di Gorizia sono state censite 31 meridiane, in quella di
Pordenone 102, in quella di Trieste 3 ed infine in quella di Udine, che
fa la parte del leone, ben 329.
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