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Presentazione

 

 

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Il libro "Raccontare Joannis" è la prima importante pubblicazione realizzata sul paese di Joannis, essa raccoglie un lavoro lungo e minuzioso, piacevole nella lettura della propria storia.

Per esporre le vicende più espressive e di maggiore spessore di Joannis, si è fatto uso delle sue principali fonti archivistiche: l'archivio parrocchiale e l'archivio Strassoldo-Soffumbergo. Il marchese Doimo Frangipane autore del libro ha quindi consultato l'archivio di famiglia, una famiglia che da più di quattrocento anni risiede in paese, la cui vita, va di pari passo con quella paesana e trova i suoi riferimenti di testo nei documenti personali ivi conservati.

 

Il quadro storico che ne fuoriesce è quello di un villaggio di provincia abitato da poche centinaia d'anime, sostentate dal lavoro rurale e saldamente legate alle pratiche religiose, alle quali nel testo ~ dato ampio spazio. I capitoli che suddividono il testo, consentono di fare una lettura chiara e approfondita sul tenore e sui modi di vita della popolazione nel trascorrere dei tempi; in merito ~ da sottolineare la struggente importanza degli aneddoti estratti dal Liber Mortuorum, elencati con schiettezza.

 

Joannis essendo rimasto sino al primo Novecento poco più di una borgata, nella sua lunga storia ebbe anche alcuni edifici di rilievo che caratterizzarono ed ingentilirono l'aspetto esteriore delle vie; essi sono trattati e descritti assieme alla storia delle famiglie che li eressero e li abitarono. Un capitolo poi è dedicato alle famiglie che si avvicendarono nel tempo a Joannis, fino all'estinzione di alcune di esse.

Emerge poi l'acqua, come elemento un tempo essenziale per la vita del paese, tanto da ricorrere spesso nei vari toponimi ampliamente elencati sul libro.

 

Fino alla Grande Guerra fu territorio di confine internazionale tra l'Impero Austro-Ungarico con il Regno d'Italia. La seconda parte del libro tratta i capitoli dedicati al periodo della Grande Guerra ed a seguire il periodo del fascismo fino a quando il suo Comune smise di esistere, per confluire ufficialmente il 18 maggio 1931 in quello di Ajello.Venne così a mancare quell'autonomia di "paese comune" che non fu ripristinata nel secondo dopoguerra, come invece avvenne per altri paesi del Friuli.

 

L'opera sostenuta e realizzata dal circolo culturale Navarca, colma un vuoto storico - letterario del territorio. Essa si presenta ai lettori con un testo ricco di testimonianze documentate, con un piacevole susseguirsi d'immagini vissute che trasmettono una panoramica nelle fotografie d'epoca: con ritratti di persone illustri, di famiglie, di momenti di vita paesana, di borghi e cortili, con prospettive di case, chiese e palazzi e con scorci di un paese di un tempo, che è ancora per alcuni anziani, un lontano ricordo.

 

prof. Marzio Strassoldo

Presidente della Provincia di Udine

 

 

 

Premessa

 

Joannis è un villaggio senza storia, se per storia intendiamo l'accadimento degli avvenimenti di risonanza. Da quando ne abbiano notizia nulla di straordinario vi si verificò, come invece avvenne in altri piccoli centri del Friuli.

 

Ciò nondimeno Joannis non è senza storia se per storia intendiamo anche lo svolgersi della vita quotidiana nell'ambito di una Comunità. La microstoria giornaliera non va sottovalutata poiché, se essa costituisce il supporto o lo sfondo degli eventi di rilievo, ci offre altresì la visione, altrimenti sconosciuta, di come si vivesse nei piccoli centri privi di risonanza

 

Di vero interesse i rapporti all'interno della famiglia, quelli fra una famiglia e l'altra oppure con i rappresentanti del "potere" cioè i "sorestàns" o i "siôrs" che erano sia il signore del luogo, che pur in misura minore il parroco e, quando c'erano, il medico, lo speziale e, più tardi, il maestro ed il veterinario.  Degni di memoria gli atti di bontà e i gesti magnanimi, a fedeltà e i tradimenti, piccoli o grandi, le ripercussioni del comportamento altero del "padre-padrone".

 

E ancora le invidie, le piccinerie e i rancori, i litigi e finanche il picchiarsi. Triste conclusione in un contesto di sudditanza e di ristrettezze: come i capponi di Renzo. Ma di contro il far pace, il collaborare, il fraternizzare e il cantare assieme ad alleviare il faticoso, se pur romantico lavoro dei campi, o a solennizzare le poche ore del riposo festivo.

Tutto ciò ed altro ancora, sovrastato dalla saggezza degli anziani pur appannato o nascosto dall'impalpabile polvere del tempo, costituisce la vita di una comunità, di quel microcosmo cioè che, aggiunto a tutti gli altri, costituisce il mondo degli umani. Ciò che dunque interessa, considerare in questo libro, oltre naturalmente alla cornice, è la storia del sentire, del vivere, delle passioni.

 

La nostra conoscenza, ovviamente, sarà parziale o molto lacunosa, ma forse riusciremo ugualmente ad ottenere un quadro abbastanza rappresentativo di quel che fu la comunità di Joannis nei tempi passati.

 

 

Doimo Frangipane

 

 

 

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