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Premessa
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NAVARCA
OPERE
LIBRI
CAMMINO CELESTE
PRESENTAZIONE
Dal mare è giunto Marco, l'evangelista, narra la leggenda, e dal mare
comincia il Cammino. Dall'acqua alla terra, dal lontano al vicino. Ora,
qui.
Ogni tappa è una vertebra. Seguire il Cammino è costruire una piccola
colonna vertebrale del Friuli Venezia Giulia.
Saldare parte a parte: onde, più basse, sabbia, terra salmastra. Vento,
lontano un gabbiano ("un cocàl") che stride. Terraferma,
galleggiante tra l'onde: Grado. Diga, scogli - vele nel porto, quiete -
la basilica profumata d'incenso e il Cristo nella sua mandorla
cromatica. Profumo di pesce fritto tra le calli, scalette di pietra,
basilico alle finestre.
Lasci l'isola, legata con un filo di ragnatela alla terraferma e sfiori
l'inizio di questo piccolo cammino friulano. T'innalzi battendo le ali a
ritmo, segui l'ala e vedi sorgere, dall'azzurra bruma della laguna, il
profilo dell'isola di Barbana.
Ma sei già oltre, in quella città bella che fu conquistata dai Romani e
poi distrutta da Attila e dall'inesorabile trascorrere del tempo:
Aquileia. Tutta da scoprire, anche dentro il frammento di un mosaico.
Attraversi la campagna: entri nella pianura. La piatta pianura,
intervallata da campi, filari e strade. Gorgoglìo di risorgive e
fontane. Paesi, molti, che sembrano tutti uguali, ma cambiano: per
lingua, suoni diversi del friulano.
Profumo di polenta, un tempo, oggi: pane, salame e vino buono in ogni
osteria (frasca esposta all'esterno: più fresche son le foglie, più
giovane è il vino).
Dal secondo giorno il profilo del paesaggio
s'increspa: rilievi, dolci, com è dolce il vino di quell'uva generosa.
Le colline del Cormonese, scrigni di vigneti. Ci si inoltra verso
Castelmonte: il monte di Maria. Le colline sono morbidi segni
all'orizzonte e i paesi sono più piccoli, qualche casolare sparso. Primi
assaggi di boschetti, ancora tenuti sotto controllo dall'uomo.
Entrando nelle Valli del Natisone: cambio di lingua, di cultura, di
paesaggio. Selvatico che avanza.
Si ridiscende nella città ducale, Cividale del Friuli, ingioiellata
dall'acqua smeraldina del Natisone. Gustatevi Forum lulii: è
l'ultimo centro cittadino e storico che incontrerete, seguiranno boschi
e ancora boschi. Di li si risale verso rilievi intervallati da piccole,
poche località, sospese tra foglie e sentieri.
E così fino a travalicare terre che si spingono
verso la Val di Resia. Altro mondo, altra lingua, diversa cultura.
Luoghi incantati in cui le fate d'acqua (agane friulane e
krivapete delle Valli del Natisone) diventano volpi, come in
Giappone. Poi uno strappo.
Dai boschi alla strada, arteria verso il Nord. I
rumori si sentono così forti, dopo giorni di fruscii e canti segreti.
Intorno, un levarsi di rocce e profili, si stagliano i monti: più forti,
più aspri. Ultimo tratto prima di giungere alla meta, al Lussari.
E da lassù, dalla cima, se chiudi gli occhi, puoi vedere, capovolto, il
cammino percorso.
Il Cammino Celeste è il Friuli Venezia Giulia che
si racconta nel silenzio dei passi, spazi bianchi tra righe scritte.
Tiziana Perini
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